installazione di Systemd su Debian Wheezy

Ho voluto provare il “famigerato” systemd sulla mia Debian Wheezy: iniziamo ovviamente con un refresh(da root )
apt-get update && apt-get upgrade

possiamo quindi installare  systemd – inizialmente ho utilizzato la versione presente sul repository Wheezy/stable (44-11+deb7u4)
apt-get install systemd systemd-sysv
systemd-avviso
Dopo aver copiato la simpatica frase, l’installazione si e’ completata senza problemi.

A questo punto,editiamo il grub per essere sicuri di far partire systemd all’avvio:
nano /etc/default/grub
all’ultima riga ho aggiunto, (sotto alla sezione GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT ) :
init=/bin/systemd

Ho aggiornato quindi Grub:
sudo update-grub2
Dopo un reboot, Systemd e’ perfettamente funzionante.

A questo punto ho voluto provare anche la versione più aggiornata presente nel repository backport (204-14~bpo70+1); ho quindi abilitato il repository Backport
nano /etc/apt/sources.list
aggiungendo  il wheezy-backports repository in sources.list:
deb http://ftp.debian.org/debian/ wheezy-backports main contrib non-free

dopo aver salvato  digitiamo 
apt-get update
infine  installiamo la versione presente nel repository backport (204-14~bpo70+1):
apt-get install -t wheezy-backports systemd systemd-sysv

Dopo il reboot avremo il nostro systemd funzionante ; considerazioni: il sistema al riavvio sembra essere, nel mio caso, leggermente più veloce.

Di seguito alcuni utili comandi funzionanti in Systemd:

systemctl
Per vedere tutti i servizi attivi

systemd-analyze
Mostra il tempo impiegato dal  kernel, il tempo utilizzato dall’initial RAM disk (initrd) per entrare nella schermata utente + il tempo normale che il sistema userspace ha utilizzato per inizializzarsi.
Teniamo presente che queste misurazioni  misurano semplicemente il tempo trascorso fino al punto dove tutti i servizi di sistema sono stati generati, ma non necessariamente fino a quando hanno finito completamente l’inizializzazione.
systemdanalyze
systemd-analyze blame

un elenco di tutte le unità in esecuzione, ordinata in base al tempo che hanno impiegato i servizi a partire. Queste informazioni possono essere utilizzate per ottimizzare i tempi di avvio, per esempio possiamo disabilitare l’avvio di un servizio (systemctl disable foo.service) di cui magari non abbiamo bisogno e che richiede molto tempo ad avviarsi.
Si noti che il risultato potrebbe essere fuorviante ; ad esempio il tempo di start di un servizio potrebbe apparire lento semplicemente perché attende che l’inizializzazione di un altro servizio sia completa.
systemdanalyzeblame
systemctl start foo.service

attivare un servizio immediatamente: (sostituire  foo.service con un servizio reale):

systemctl stop foo.service
Disattivare un servizio immediatamente

systemctl restart foo.service
Riavviare un servizio

systemctl status foo.service
Mostra lo stato di un servizio o se è avviato o meno

systemctl enable foo.service
Abilitare un servizio per fare in modo che parta all’avvio

systemctl disable foo.service
Disabilitare un servizio all’avvio

systemctl is-enabled foo.service; echo $?
Verificare se un particolare servizio parte o meno all’avvio

 

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Come salvare l’elenco dei pacchetti installati (Debian)

Mi e’ capitato di dover reinstallare Debian (e derivate) su un altro pc o server
certo, se fosse una macchina identica potrei clonare il disco; ma molto più spesso l’altra macchina ha un hardware differente…

E’ quindi utile salvare un elenco dei pacchetti installati per averli immediatamente a disposizione  durante la reinstallazione su un altra macchina o sulla stessa evitando di ricordarli tutti 🙂

Per prima è utile fare una copia del nostro file /etc/apt/sources.list oppure prendere nota dei repository che si stanno utilizzando (wheezy, backports, etc), in modo da ricordarsi di avere gli stessi quando vorremo ripristinare i pacchetti.
Apriamo il terminale (da root), inserendo i seguenti comandi:
dpkg –get-selections > /home/$USER/pacchetti.txt
pacchetti

In questo modo è stato creato un file “pacchetti.txt” all’interno della mia /home
A questo punto si può salvare il file da qualche parte; ad esempio, in un disco usb esterno; in modo da poterlo usare quando ne avremo bisogno.

Come ripristinare i pacchetti:
collocare il file pacchetti.txt nella /home della macchina , quindi selezionare i pacchetti presenti nel nostro file digitando:

sudo dpkg –set-selections < /home/$USER/pacchetti.txt
e  installare i pacchetti selezionati digitando  :
sudo apt-get dselect-upgrade
pacchetti2 a questo punto i pacchetti selezionati verranno installati (ovviamente se mancanti)

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Unire .mts velocemente e senza perdere qualita’

Avevo bisogno di unire numerosi file .mts esportati dalla mia videocamera, in modo da ottenere un unico filmato, da poter poi utilizzare per ulteriori operazioni di editing ; la cosa importante e’ che volevo mantenere la qualita’ – senza convertire nulla –
Ho trovato questo utilissimo (e gratuito) programma: Video to Video  (e’ anche portable, non serve quindi alcuna installazione, ed e’ multilingua; (si, c’e anche l’italiano)
Ecco i passaggi per unire i 2 files:
aprire il programma, selezionare tools->Join Video Files ; quindi premere Add ed aggiungere i file da unire

A questo punto, dopo aver premuto Ok vi verra’ chiesto il formato da convertire; nel nostro caso, come gia’ detto, non faremo nessuna conversione, quindi selezioniamo Direct stream copy e OK
vtv2Come potete vedere il file e’ gia visualizzato come unico, a questo punto non ci resta che premere il pulsante Convert ed attendere pochi secondi o qualche minuto (dipende dalla grandezza del file) e infine attendere che lo status sia 100%
vtv3 vtv4
Abbiamo cosi ottenuto un unico file .mts; ovviamente il discorso vale con qualsiasi altro tipo di filmato (avi, mt2s, etc): utilizzando il Direct stream copy, il programma si limitera’ ad unire i files senza convertire nulla. (ovviamente siete liberi di usarlo anche per convertire)
 

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Notepad: un semplice editor .txt …….per mac

Quando uso windows, per prendere appunti utilizzo molto il notepad , mi piace la sua semplicità e velocità, inoltre apprezzo molto il fatto che quando si incolla qualcosa si perde la formattazione (molto utile quando ad esempio faccio il copia-incolla di qualche frase e non voglio perdere tempo). Si, lo so, su mac osx esiste Textedit, tuttavia è più simile ad un editor come ad esempio libreoffice che a notepad; Quindi, se avete bisogno di un semplice editor di testi (txt) per Mac , Notepad fa al caso vostro. clicca sull’icona per scaricarlo (gratis) direttamente da App Store

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Controllare gli spegnimenti su Mac OsX

Vuoi sapere quando è stato spento il tuo mac? ecco un comodo e veloce comando:
Vai in applicazioni -> utility -> console e digita: last | grep shutdown

Ti apparirà il log che mostra quando il tuo mac e’ stato spento:

shutdown  ~                         Tue Aug  5 13:59 shutdown  ~                         Tue Aug  5 12:34 shutdown  ~                         Tue Aug  5 12:08 shutdown  ~                         Tue Aug  5 09:55

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PEC…. anomalia italiana

In questi giorni stavo facendo uno scambio di email con un ente pubblico ;
Necessitavo di un documento che mi riguardava, e vivendo all’estero ho cortesemente chiesto di inviarmelo via mail….
Dopo aver fatto capire loro nell’ordine:
-che il documento era mio e non di qualcun altro ;
-che non potevo recarmi allo stramaledetto ufficio dato che vivo all’estero
-che allegare il documento di identita’ nella mail non e’ una cosa cosi strana

mi si risponde di fare la richiesta tramite mail certificata, questa sconosciuta
Trattasi di comunissima casella mail, ma con  valore legale dato che  il contenuto può essere criptato garantendo confidenzialità , autenticazione, integrità dei dati (Wikipedia)

Sorvolo sul funzionamento dettagliato (se volete lo trovate qua ) e sull’utilità su cui personalmente ho qualche dubbio , piu che altro basato sul fatto che e’ gia qualcosa se in un ufficio pubblico qualcuno risponda alle mail.
In breve il meccanismo consentirebbe di incrementare la sicurezza nel passaggio di informazioni e  soprattutto di tracciarle in maniera adeguata (  il server del fornitore di PEC emette una formale ricevuta di presa in carico paragonabile alla ricevuta di un ufficio postale )
Tuttavia, per funzionare in maniera completa necessiterebbe che sia mittente che destinatario dispongano di PEC , (siamo sicuri che TUTTI gli uffici  pubblici ne dispongano? sapete gia la risposta) ho voluto comunque provare ad attivarla nella sua forma ufficiale..

Sono andato sul sito www.postacertificata.gov.it dove ho cliccato “attiva la tua PEC”  (almeno e’ gratis) ; inserisco quindi i dati e alla fine del processo viene chiesto di  “recarsi presso uno degli uffici postali abilitati al servizio per le attività di identificazione”

Quindi per attivare questa mirabolante posta certificata che dovrebbe agevolare le mie comunicazioni, evitarmi code presso gli uffici, limitare il consumo di carta etc DEVO RECARMI IN POSTA?? possibile che nel 2014 non si possa fare TUTTO online?
Ovvio,  lascerei la possibilità per chi non ha internet di recarsi agli uffici, ma per quale ragione una persona che non usa internet vorrebbe crearsi una casella email di posta certificata?

Incuriosito ho cercato se esistesse una cosa simile all’estero, e la risposta la conoscete gia:La PEC è un anomalia tutta italiana e non è riconosciuta dall’Unione Europea (pare che la Tanzania abbia adottato un simile sistema) quindi le mail certificate hanno valore solo in Italia.
Ricapitolando, esiste questa possibilità , ma pare che quasi nessuno la utilizzi, e d’altra parte non mi pare nemmeno sia stata fatta una gran pubblicità da parte degli enti istituzionali..
Per la cronaca ne ho attivata una a pagamento tramite noto provider italiano; di default e’ abilitata per ricevere mail solo da caselle di posta certificate; per sicurezza ho disattivato questa opzione (e ho fatto bene perche mi hanno risposto ovviamente da casella non certificata )

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Win 8.1 e il ritorno del pulsante start

Ho aggiornato il mio win8 (NB che utilizzo unicamente per giocare 🙂 , alla versione 8.1;
Avevo gia precedentemente provveduto a disabilitare quella ciofeca Metro e utilizzato Classic Shell per ripristinare il vecchio menu ma…
Leggendo di un ritorno, con l’aggiornamento 8.1  del pulsante start, mi sono detto ” proviamolo” ho quindi rimosso Classic shell , ripristinato Metro e sono andato nel mirabolante windows store per effettuare l’aggiornamento; a seguito di reboot effettivamente il famigerato tasto start e’ apparso ma…. cliccandolo, si entra in Metro (!!!!!!)  ma allora a cosa serve???
Quindi, nonostante le richieste degli utenti, in Windows 8.1 il tasto Start, è si tornato ma con funzioni ridotte rispetto a quanto siamo soliti trovare su Windows Seven e precedenti (in pratica NON serve a nulla, se non a rientrare in METRO)
Evidentemente a Redmond non hanno capito che la richiesta non era di avere il tasto windows, ma di avere il MENU windows…
morale della favola,
se rivolete il vecchio menu installate (nel mio caso reinstallate 🙂  Classic shell, un applicativo gratuito per permette agli utenti di ripristinare il Menu Start in Windows 8.
L’installazione e’ semplicissima  ed e’possibile scegliere lo stile del menù tra quello “classico”, “XP” o “Windows 7” (sara’ comunque possibile accedere a Metro se si vuole )
Il programma comunque dispone di un’interfaccia utente dove poter applicare tutte le personalizzazioni del caso come ad esempio disabilitare l’odioso menu a scomparsa (il cosidetto hot corner) che appare quando andate con il mouse negli angoli dello schermo
Ci sono un infinita’ di programmi a riguardo che svolgono la stessa funzione di Classic shell, come ad esempio :
startw8
Start8 (quest ultima versione e’ a pagamento ma merita)
Di seguito un esempio di menu con classic shell e con start8
Classic Shell menu                                           Start8 menu
         
Se non avete un tablet, vi consiglio vivamente di installare uno dei 2

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Zevenos Neptune – mi piace

Mi sono imbattuto in questa interessantissima distro e l’ho subito provata ed installata:
Prima considerazione: volevo Debian Debian Debian :-),  ho voluto provare Wheezy con KDE e devo dire che come al solito non c’e nulla da dire, distro solida come una roccia, per un utilizzo server ritengo sia assolutamente insuperabile (ovviamente facendo a meno della grafica).
Tuttavia per un utilizzo Desktop preferirei avere un kernel un po meno datato e capace di riconoscere senza troppi problemi le periferiche piu recenti ed una versione di kde successiva alla 4.84.
Ho scartato la versione testing perche non ho piu’ voglia/tempo di mettermi a smanettare ad ogni aggiornamento di kernel; la sid(unstable) non l’ho neppure presa in considerazione, (a quel punto meglio passare direttamente ad ubuntu e derivate, ma NON mi interessava)
Cercando qua e la ho trovato Zevenos Neptune , la versione della distro Zevenos a 64 bit basata su Debian Wheezy
In pratica e’ Debian Wheezy ma in aggiunta ha numerosi pacchetti derivati dalla versione testing ; in pratica il team di Zevenos li ha ricompilati per la versione stabile; possiamo trovare:
la versione di kernel Kernel: 3.10.5 ( con numerosi drivers aggiuntivi)
KDE 4.10.5  (full)
Xorg: 7.7
Libreoffice 4.1
Inoltre abbiamo il gestore software Apper che non ha nulla da invidiare a Synaptic  (che ho installato comunque), e che funziona sicuramente meglio di Muon; eccolo qua sotto insieme al simpatico terminale a discesa  Yakuake
zevenosapper_mini
C’e anche un interessante menu
zevenosmenu_mini
Dopo l’installazione ho provveduto ad aggiungere i drivers proprietari Nvidia adatti alla mia gt630 (ho installato i 304.88 dal repository) ed in seguito ho attivato e testato gli effetti di KDE
zevenoscube_mini
Se volete una distro davvero stabile e debian based , vi consiglio di provare Zevenos Neptune, non resterete delusi 🙂

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Aggiorniamo il kernel (Debian Wheezy)

Ho voluto provare la solidissima Debian Wheezy, che come saprete da tempo e’ stata ufficialmente rilasciata come ‘stable’ inutile ribadire che e’ davvero stable.
Il mio pc e’ provvisto di un quadcore i5 per cui ho installato la versione a 64 bit
Essendo partito da una versione netinstall al termine della velocissima installazione da rete non avevo nulla se non la bellissima shell nera (avendo deselezionato la voce “ambiente desktop” che mi avrebbe installato gnome) ; in seguito ho installato l’interfaccia grafica KDE anche per testare meglio il futuro nuovo kernel
apt-get install kde-standard
Dopo aver terminato l’ installazione dei pacchetti, il sistema risulta a dir poco perfetto..
Tuttavia eseguendo un “uname-r  ”  il kernel attuale risulta essere il 3.2 , per carita’ funziona benissimo, ma.. perche non utilizzare un kernel meno datato e che supporti meglio le periferiche, (considerando anche che il mio pc e’un normalissimo Desktop e non ha certo le esigenze di stabilita’ di un server..)  Quindi provo a scaricare, compilare ed installare un altro kernel e decido per il 3.10.5.
Iniziamo ad installare questi pacchetti (da root od utilizzando sudo ) apt-get install kernel-package fakeroot build-essential ncurses-dev
procediamo con lo scaricamento del kernel (ho scelto il 3.10.5) :
wget http://www.kernel.org/pub/linux/kernel/v3.0/linux-3.10.5.tar.bz2
Estraiamo l’archivio ed entriamo nella cartella  appena creata:
tar xvf linux-3.10.5.tar.bz2
cd linux-3.10.5/

a questo punto facciamo in modo di recuperare alcune info dal kernel attuale:
cat /boot/config-`uname -r`>.config
make oldconfig
In console appariranno una serie di domande, nel dubbio premete enter per selezionare la risposta di default (volendo qua ci si puo  sbizzarrire nella personalizzazione)
Poi date un bel    make-kpkg clean 
Ho evitato direttamente da root perche ho letto che potrebbero esserci problemi di permessi, quindi suggerisco di installare il pacchetto sudo (apt-get install sudo)
Partiamo con la compilazione (il numero in grassetto e’ relativo al numero di cpu, inserite il vostro numero di cpu, nel mio esempio sono 4, il comando seguente generera’ il kernel e l’header in formato.deb) :
sudo time fakeroot make-kpkg -j4 –initrd kernel_image kernel_headers

alla fine di questo processo avremo due simpatici files .deb
linux-headers-3.10.5_3.10.5-10.00.Custom_amd64
linux-image-3.10.5_3.10.5-10.00.Custom_amd64
Installiamo finalmente il Kernel e gli headers*:
sudo dpkg -i linux-image-3.10.5_3.10.5-10.00.Custom_amd64.deb
sudo dpkg -i linux-headers-3.10.5_3.10.5-10.00.Custom_amd64.deb
poi quando ha finito date un bel reboot ed al riavvio apparira’ in grub il nuovo kernel

*sono files che permettono di compilare e installare driver esterni al kernel senza dover scaricare i sorgenti di quest’ultimo e ricompilare tutto.

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Netrunner Linux

Ho voluto provare questa distro, con la “datata” (uscita a gennaio 2013) versione 12.12.1 64 bit,   dato che non ho piu tempo di star dietro agli aggiornamenti di Debian e di riconfigurare ogni volta la scheda grafica;  sono un paio di anni passato a KDE  (sopratutto da quando hanno inventato Unity)  dopo anni di GNOME;
Ho scartato in partenza  Kubuntu e la pur ottima Mint , che mi hanno semplicemente stufato, il primo per la sua pesantezza e per , a mio parere, non perfetta integrazione con KDE; Mint invece dovrebbe dedicarsi allo sviluppo di una vera soluzione per l’interfaccia grafica, invece di fare 12312 edizioni e soluzioni non ancora mature come Mate o Cinnamon.
Volevo provare comunque qualcosa Debian based (non posso rinunciare alla gestione dei pacchetti Debian) e, dopo un colpo d’occhio su Distrowatch  ho deciso di provare .
Ricordiamo inanzitutto  la versione di kernel e’  (kernel-3.5.0.28) e  di KDE (4.10.3);
Netrunner e’ prodotto dalla Blue system (la stessa che sponsorizza Mint Kde version e che ha assunto la manutenzione di Kubuntu da Canonical).
Blue system  e’ chiaramente legata a KDE, e Netrunner riflette questo, nel senso sembra essere  perfettamente integrata in KDE e anche abbastanza veloce (ho pero’ usato un i5 con 8 gb di ram), in ogni caso, paragonandola a Kubuntu ho notato una notevole differenza (in meglio) nel consumo di ram.
Come Mint, questa distro ha gia preinstallati tutti i codec video e audio e ha molti temi aggiuntivi  (Windows Decorations) niente male; c’e anche la possibilita’ di usare un account Guest (che viene rimosso al riavvio).
Netrunner ha molte altre caratteristiche che lo distinguono dalle altre distribuzioni Linux Ubuntu derivate (se non altro perche’ installate di default)
Ad esempio alcuni addons di Firefox , come Adblock Plus e Download Helper, ma anche Virtualbox, Wine (1.5.20), Inkscape, Krita, un po di  Web-Apps, (che vanno da Facebook, Youtube, Twitter e altre minchiate del genere che onestamente mi sembrano inutili); dimenticavo:c’e anche  un interessante  soluzione di cloud storage: Runners-id
Oltre naturalmente a Synaptic, abbiamo anche Muon Discover (vi ricorda nulla? 🙂

Puoi aggiornare il tuo software con Muon Update Center (che personalmente non uso, preferisco synaptic); piccolo difetto: a volte, nonostante i pacchetti siano aggiornati tramite terminale, fatica a recepirlo

Tutto sommato, sono rimasto piacevolmente sorpreso da Netrunner.
Anche se fondamentalmente sembra (anzi e’) un altro ennesimo fork di (K)ubuntu, lo fa aggiungendo un sacco di software di default , pur rimanendo abbastanza piccole dimensioni (circa 2 GB). Netrunner riesce a trovare un equilibrio  tra il miglior software KDE e  gli altri programmi (ad esempio GIMP, Firefox, LibreOffice)  ed e’ adatto ad un newbie o a chiunque cerchi un sistema operativo gia’ pronto senza dover installare quasi nulla (codec ecc)
Sottolineando il fatto che questa distro non ha niente che non si possa installare anche su Mint o su Kubuntu, dalla sua ha pero una migliore integrazione con Kde ed e’ molto molto curata… che dire, provatelo 🙂
ps. è appena stata rilasciata la nuova versione basata su kubuntu 13

Netrunner 13.06 Enigma released


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